CHI SIAMO

Nel 1959 Oliviero Pigini ideò il progetto Eko e realizzò i primi prototipi di chitarra. A distanza di poco tempo nacque quindi la Eko S.a.s. fondata a Castelfidardo.

La EKO inizia producendo chitarre acustiche tradizionali e piccole archtop di chiara matrice siciliana.

La filosofia di Eko è quella di offrire una gamma completa di chitarre, realizzate con processi standardizzati e industriali che garantiscano una qualità costante. La società ha per obiettivo il più vivace segmento di mercato, quello di strumenti accessibili che possono essere utilizzati anche a livello semi-professionale, facendo sì che la chitarra diventi economicamente accessibile a tutti.

Ecco le principali fasi di lavorazione:

      

Anni ’60

Nascono gruppi come i Beatles e i Rolling Stones e il mito della musica pop-rock e beat dilaga in tutto il mondo e conquista anche l’Italia, facendo la fortuna di Eko.
Nel volgere di pochi anni la Eko compie un balzo tecnologico e di mercato, passando alla fabbricazione diretta di strumenti elettrici (chitarre) ed elettronici (organi). In questa fase, Pigini viaggia in Germania e negli Stati Uniti allo scopo di apprendere i più aggiornati sistemi di produzione, i quali permettono di sviluppare le prime chitarre elettriche, già definite sulla carta.

    

Nella foto sopra a sinistra i gruppi musicali Rokes, New Dada, i Ribelli, i Kings, i Fuggiaschile Snobs e tanti altri in visita alla Eko, posano all'entrata dello stabilimento.
Nella foto sopra centrale è raffigurata una vetrina di un negozio a Torino totalmente allestita con le chitarre Eko.
Nella foto sopra a destra un giovanissimo Gianni Morandi prova una chitarra Eko e si intrattiene in un cordiale colloquio con Oliviero.

1967

Nonostante la morte di Oliviero nel 1967, che vide rallentare i progetti di sviluppo, l’azienda continua a investire e produrre per quasi altri 20 anni.

1968

Per far fronte alla sempre crescente concorrenza asiatica, la Eko inizia a produrre copie delle più importanti e famose chitarre statunitensi. L'azienda in questi anni si concentra soprattutto nella fabbricazione di tastiere e organi

Col passare del tempo i gusti musicali dei giovani cambiano, così come gli strumenti ideali. Gruppi come Pink Floyd e generi come il rock progressivo costituiscono un fenomeno singolare a livello mondiale. Si capisce che alla Eko per vendere non basta più essere riconosciuta come industria di chitarre più grande d'Europa. Inoltre viene evidenziata l'importanza del fattore umano, e che è impossibile competere con l'Asia riguardo l'economicità dei prodotti.

1973

La Serie Ranger di chitarre acustiche diventa il vero centro dell’attività negli anni ’70.

    

Nelle foto sopra troviamo da sinistra Gerry Rafferty cantante dei Stealers Wheel nel video della famosa canzone "Stuck in the middle with you" e al centro possiamo vedere un giovane Jimmy Page de i Led Zeppelin durante una sessione live. A destra Mike Rutherford chitarrista de i Genesis.
Questi sono solo alcuni degli artisti che si esibivano negli anni 70 con la storica chitarra Eko Ranger.

1985

La EKO chiude. Le chitarre Eko sono comunque rimaste negli annali delle più famose riviste come una moda che ha segnato un'epoca, dando rilevanza al 'made in Italy'. In molti affermano che una Eko Ranger rispetto ad altre chitarre più costose, sia il miglior affare possibile sul mercato vintage, poiché offre il 90% del suono per meno del 20% del prezzo.

1987

Dopo un paio di anni il marchio viene acquistato nuovamente dal fratello di Oliviero, Lamberto Pigini che si occupa di editoria e stampa, il quale decide di allargare la compagine societaria della nuova Eko ad un nuovo management molto giovane e agguerrito: Stelvio Lorenzetti, Umberto Tonnarelli, Giuseppe Casali. Stelvio Lorenzetti, il nuovo AD della Eko, consolida commercialmente la nuova azienda e la spinge a intraprendere i primi passi verso il rilancio del marchio Eko, riprendendo la produzione di chitarre. Nella foto, da sinistra, Stelvio Lorenzetti, Lamberto Pigini, Giuseppe Casali e Umberto Tonnarelli.

2000

Viene lanciata una linea di prodotti chiamati “Eko’s Back”: le chitarre, fabbricate in Repubblica Ceca grazie alle tecniche di produzione contemporanee, sono riproduzioni dei famosi modelli vintage Eko. È proprio Stelvio Lorenzetti che decide di intraprendere di nuovo e con più forza la produzione di chitarre - promosse mediante chitarristi di fama nazionale per dare ulteriore spinta al rilancio dell’azienda.

2005

La Eko riprende ufficialmente a produrre e commercializzare le sue chitarre acustiche ed elettriche, a livello industriale e a livello artigianale.

Dopo anni di ricerca e sviluppo e dopo aver sviluppato il prodotto e averlo standardizzato, abbattendo così i costi di produzione, e ricercato nuovi mercati internazionali, il management si è concentrato sulla promozione del brand attraverso i brand ambassador
La “project leading” è stata affidata a un musicista e didatta di fama internazionale - Massimo Varini - che ha concepito una nuova e originale gamma di chitarre.

    

Oliviero Pigini con la creazione del marchio Eko ha realizzato il suo sogno.
Dopo 55 anni, nel 2014 Eko Guitars ha celebrato l’importante anniversario realizzando una chitarra, in edizione limitata di 55 pezzi, che porta il nome di Oliviero Pigini

2019

Nel 2019 Eko Guitars continua ad inseguire il sogno di Oliviero celebrando il 60° anniversario nel migliore dei modi: ritornando con la produzione in Italia.

Il primo strumento prodotto in Italia è una Chitarra Acustica dalle importanti caratteristiche, cominciando con il nome scelto per lo strumento che è INFINITO, in onore di Giacomo Leopardi (l’importantissimo Poeta di Recanati, sede di Eko) in occasione delle celebrazioni del II° centenario della sua opera d’arte poetica intitolata, appunto, INFINITO.

Ma il sogno di Oliviero era creare chitarre alla portata di tutti, così Eko Guitars ha voluto perpetrare questo sogno: oltre al “Made in Italy”, anche il “Designed and Assembled in Italy”, con la chitarra RANGER FUTURA, che continua la tradizione iniziata a fine anni ’50 da Eko con il manico avvitato.

 

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